domenica 29 settembre 2019

The day After, the day Before

3 anni e qualche spicciolo dall'ultimo post.
Non so esattamente perché mi ritrovi qui, un po' per mantenere, se pur in ritardo, una promessa, un po' per il bisogno di mettere un punto e a capo. Un punto e a capo che faccia coraggio, the day before; un punto a capo per riprendere le fila di tutto ciò che è stato e acquisirne consapevolezza, the day after.
Sono, di nuovo, in un limbo. Un limbo bello però, un limbo adrenalinico, un limbo che ho a lungo sognato, nel Dopo per cui ho tanto sofferto, nel Prima insperato e che adesso fa paura.
Mi rendo conto, in questo giorno dopo, che qualcosa non è ancora tornato come vorrei: le parole. Inciampano le dita nello scrivere queste poche righe, incespicano i pensieri, trattengo il fiato: quelle belle seduttrici, madri, sorelle, stronze nemiche ed inevitabili amanti, continuano a schivarmi, punendomi per il grave crimine di averle perse per strada anni fa, troppo impegnata a dare priorità ad altro...e loro, per vendetta, mi negano ora rifugio.
The day after, mi sono rimessa a caccia di parole, lentamente, le sto raccogliendo una ad una, per ritrovare una voce e ricomporre un volto che sicuramente è invecchiato in questi anni. The day after è il momento di guardarsi allo specchio stanca e vittoriosa, accarezzare rughe e nuovi nei che non mi ero resa conto di avere, imparare a non chiedersi che vittoria è questa: il momento dello svilimento e dell'autocritica distruttiva è passato, mi dico, ora si va a lezione di accettazione. Nulla è più faticoso del dirsi "Sono stata brava", ma capisco che è un passo fondamentale per continuare a camminare, è il mio futuro che lo pretende: in fondo, questo è anche the day before.
The day Before un nuovo capitolo della mia vita, il giorno in cui raccolgo le dita dietro la nuca e chino la testa ricercando nella memoria le motivazioni e le speranze che hanno dato inizio a tutto questo.

In questo bagno di paure, confusione, dubbi e la tentazione di essere paurosamente sconsiderata e incosciente, affiora improvvisamente una frase rassicurante e calda, risoluta come vorrei essere io, che risponde di colpo a tutte le domande e traccia una linea di confine con ciò che è stato:



"O con amore o niente."


E andrà tutto bene. Punto 
e a capo.

martedì 22 marzo 2016

Einstein aveva torto

Ogni mattino ti svegli e il mondo entra nella tua vita.
Ogni mattino ti svegli e il mondo entra nella tua vita con il suo bagaglio di notizie fresche di giornata, e accade a volte che una notizia sia più forte e pesante di altre, più ingombrante, come il mattino in cui ti svegli e all'interno dei confini della tua fetta di mondo sicuro e pacifico c'è stato un attentato.

Non è più la prima volta ormai, non c'è più un senso di sconcertata sorpresa, è un fiorire di nervi tesi per quel "no, di nuovo", sai già come affronteranno la situazione i giornalisti, hai imparato a cercare fra le righe dei servizi televisivi, sai che avrai una stretta allo stomaco quando questo o quel capo di Stato deciderà di parlare a questa o quella nazione o all'Europa intera, perché hai paura di quello che potrebbe dire, hai paura di quello che potrebbe chiedere.
Ti mordicchi il labbro spegnendoti un po' di più ogni volta che il bilancio delle vittime sale anche solo di una cifra, appena leggi il luogo dell'attentato fai una ricognizione mentale veloce e un po' confusa delle tue conoscenze: qualcuno che conosci abita lì? Qualcuno è lì per studio, per lavoro, per piacere?
Nei giorni come questi vorrei infilare la testa sotto le coperte e non far entrare il mondo, fatto di mostri che balzano fuori dall'armadio e mostri sotto al letto pronti a combattere i primi. Non voglio assistere a questa lotta fra titani, a questa disgustosa e mortale gara a chi ce l'ha più lungo e più duro, perché no, non mi sento protetta e al sicuro sapendo che ci sono mostri nell'armadio pronti a far strage di tutto ciò che amo, e allo stesso tempo non mi sento al sicuro sapendo che altri mostri balzeranno da sotto il letto pronti a difendermi, pronti a far strage di tutto ciò che qualcun'altro ama.

I mostri dell'armadio vogliono che io resti sotto le coperte a tremare, vogliono che io non esca dalla mia stanza, vogliono che inizi ad odiare tutto ciò che mi ricorda loro, vogliono che io veda un mostro in qualunque volto simile al loro.
I mostri sotto al letto vogliono che io resti sotto le coperte a tremare, che chiami a gran voce il loro aiuto e la loro violenza, vogliono che sia cieca alle differenze e che mi disinteressi di cause e conseguenze, vogliono che sia obbediente e grata indiscriminatamente per la loro protezione e i loro errori, vogliono che inizi ad odiare tutto ciò che non mi somiglia, vogliono che veda un mostro in qualunque volto diverso dal mio.

In mezzo alla battaglia ci siamo noi, razza di poveracci che un mattino ci svegliamo e scopriamo che c'è stato un attentato, e se sei afghana pensi a tuo figlio che è ricoverato in ospedale a Kunduz, e Allah ti prego fa' che l'ospedale di cui parlano non sia quello, e se sei italiana pensi a tua sorella in Erasmus a Bruxelles che non risponde al telefono, e Dio ti prego fa' che stamattina non abbia preso la metropolitana.

Quando ti svegli il mondo entra nella tua vita senza bussare, e porta con sé la notizia shock, i mostri dell'armadio, la tensione, le preghiere, la paura, i chiarimenti, i bilanci, il dolore, e poi gli sciacalli, i mostri sotto al letto, l'odio, l'ignoranza, la vendetta, la giostra inizia a girare vorticosamente senza fermarsi ed io distinguo ormai solo mostri e vittime.

Mi dispiace signor Einstein, ma in questi giorni io vedo due razze: una è sicuramente quella umana, l'altra di sicuro non lo è.

martedì 17 febbraio 2015

Superare i propri confini



" Sixsmith,
 I climb the steps of the Scott monument every morning and all becomes clear. Wish I could make you see this brightness. Don't worry, all is well. All is so perfectly, damnably well. I understand now that boundaries between noise and sound are conventions. All boundaries are conventions, waiting to be transcended. One may transcend any convention if only one can first conceive of doing so. Moments like this, I can feel your heart beating as clearly as I feel my own, and I know that separation is an illusion. My life extends far beyond the limitations of me."
_____________________


"Sixsmith, 
salgo i gradini dello Scott monument ogni mattina, e tutto diventa chiaro. Vorrei poterti fare vedere tutta questa luminosità. Non preoccuparti, va tutto bene. Va tutto così perfettamente, maledettamente bene. Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni. Tutti i confini sono convenzioni, in attesa di essere superate; si può superare qualunque convenzione, solo se prima si può concepire di poterlo fare. In momenti come questi, sento chiaramente battere il tuo cuore come sento il mio, e so che la separazione è un’illusione. La mia vita si estende ben oltre i limiti di me stesso."

(dal film "Cloud Atlas")

sabato 7 febbraio 2015

Propositi per l'anno nuovo, ce la facciamo?

"Prendete la vita con leggerezza,
               che leggerezza non è superficialità,
                                        ma planare sulle cose dall'alto,
                                                                  non avere macigni sul cuore."


(Italo Calvino)





lunedì 7 luglio 2014

Be brave: Be fine.

E se per un attimo, solo per un attimo, ci fermassimo a non pensare?
Se per un attimo, un solo attimo, ci trattenessimo un po' di più invece di ingoiare in tutta fretta il piacere e la bellezza e correr via prima che possano crescere in noi fino a farci male, e a farci scomparire?
Meglio farsi cancellare da troppa bellezza che da troppa stanchezza,no?
Se per un attimo, se solo per un attimo, io, su questo balcone che dal settimo piano veleggia sul mondo,sulla sera che cala, sulle posate che tintinnano dalle finestre aperte, sulle voci di gente che si muove vive e palpita nella sua quotidianità, sulle luci che si accendono e si spengono a intermittenza come fosse un disordinato gioco, sul Duomo che scintilla contro le ombre della sera, se io, da tutto questo, una volta tanto, non fuggissi via? Se invece di rapidi e interrotti sguardi d'approvazione, se invece di sentimenti spicci perché proprio non si può farne a meno di ignorare tutto questo,se una volta tanto mi facessi inghiottire?
Se smettessi di avere paura del brivido della pace, se invece di correre di nuovo a rassicuranti distrazioni spente quali un computer, un televisore, un cellulare, nel tentativo di tenermi occupata, se a tutto questo scegliessi di restare qui su questo balcone: in silenzio, a non far nulla, immobile e muta, a guardare ed ascoltare guardare ed ascoltare guardare ed ascoltare finché i miei occhi non saranno quest'immagine e le mie orecchie questi suoni?

Finirai per impazzire.

E sia, sono qui.

sabato 15 febbraio 2014

Tra Bene e Male

Tra Bene e Male c'è di mezzo il mare.
E nazioni e continenti e culture e mondi interi,e strade da ripercorrere sulle mappe virtuali di questo strafigo mondo moderno,tra Bene e Male ci sono troppe strade e così tanti labirinti che a fine percorso non ricordi più il punto di partenza:dal Bene al Male o viceversa?
Tra Bene e Male c'è un confine.Sottile.Talmente sottile che non sai più dove finisce il Bene e inizia il Male,cosa è Bene e cosa è Male. Chiamali fessi Adamo ed Eva caro Dio, ma cosa c'era di sbagliato nel voler conoscere e discriminare da sè? Sai quanti dèi qui in terra si professano detentori di tale imprescindibile conoscenza?Cosa ti faceva così immortalmente paura di quella conoscenza nelle nostre mani?Forse che avremmo scoperto la beffa,che una divisione così netta non c'è?
Tra Bene e Male c'è una lingua in comune da parlare,c'è un modo di sentire.
C'è la paura dell'ignoto,del diverso,
c'è l'istinto di sopravvivenza,
il bisogno di classificare per proteggersi e proteggere,
perchè se il mostro rivela un suo lato umano e l'umano rivela una sua mostruosità,
se il cattivo è capace di amore e il buono dell'odio più cieco e feroce,
come ci si può schierare?E se non ti schieri,che posto ti rimane?
Che razza di posto è questo limbo tra Bene e Male?
Tra Bene e Male c'è possibilità di scelta?Scegliere cosa?C'è libertà di parola?Per dire cosa,che non sia Bene e non sia Male?
Tra Bene e Male c'è l'incontro delle due fazioni,
tra Bene e Male c'è il tentativo non di capire ma di ascoltare, senza giudizio o pregiudizio,
tra Bene e Male c'è una strana intesa,
tra Bene e Male c'è una contraddizione,
Bene e Male sono l'ordine,in mezzo c'è il disordine,
tra Bene e Male c'è il bene,tanto dolcissimo purissimo e innocente bene.
Tra Bene e Male c'è il male,immenso,livido violento e doloroso.
Tra Bene e Male c'è la falsa e la scorretta informazione che rimescolano le carte,
tra Bene e Male ci sono giochi di potere e manipolazioni monetarie e umane,
tra Bene e Male c'è una bugia fatta di stereotipi e verità assolute versione pocket,
tra Bene e Male c'è un mondo intero,così vasto e pieno e diverso da schiacciare il Bene e il Male ai lati dell'universo fino a consumarli.
Tra Bene e Male ci sono,forse,due bambini spaventati e stanchi delle etichette
che da un po' di tempo a questa parte si ritrovano a ridere insieme.

Una risata trasparente,che non sceglie un colore,un'appartenenza,sceglie di essere risata.
Tra Bene e Male ci siamo io e te.Ogni giorno il mondo prova a schierarci e a tatuarci addosso infiniti aggettivi,
ma per me questo limbo di nessuno è diventato un po' casa e sa di libertà.
Disertiamo qualunque esercito.
Resti ancora un po' a ridere con me?




martedì 26 marzo 2013

Un gioco da lettori

Leggere e subire la storia.
E se leggendo si potesse decidere che piega la storia prenderà,in un gioco un po' alla Sliding doors?
Per chi volesse divertirsi un po' in questo senso,immischiarsi volta per volta nelle alternative possibili della vita di un gruppo di personaggi,ecco a voi cosa si è inventata quel genio malefico di Ghisola: http://ghisola.blogspot.it/2013/03/racconti-da-caffe-episodio-pilota.html



martedì 26 febbraio 2013

Il mio giorno

Ci sono quei giorni lì.Piccoli,magari anche anonimi per il mondo,ma non per te.Giorni in cui hai una strana sensazione addosso,o magari non ne hai proprio nessuna,giorni uguali a tanti altri ma che per un momento,per un solo momento,sono diversi.E ti cambiano. La loro ombra,la loro rivelazione,il loro unico stupido meravigliosamente semplice momento ti si incolla un po' addosso e non riesci ad allontanartene più.
Quel giorno in  cui una piuma che cade fa più rumore del previsto.Ti volti e la vedi.
Quel giorno in cui in un confusionario dormiveglia un pensiero ti attraversa la mente,ma invece di lasciarlo scivolare via quel giorno lo fermi,ti stupisci,lo contempli,ci giri intorno,apri gli occhi in un modo più attento e concentrato tutto lì,sguardo perso rivolto a lui,quel pensiero,che diventa da piccola stupidaggine a piccola rivelazione.
Quel giorno in cui invece di superare frettolosamente come al solito l'ennesimo scocciatore che vuole venderti qualcosa per strada inchiodi pochi passi dopo di lui.Ti volti,gli sorridi imbarazzato,decidi di rivolgergli la parola.
Quel giorno in cui spegni la testa e fai andare il tuo corpo,le tue gambe,pianti in asso tutti i dubbi e le domande e passi all'azione. Fai quel qualcosa che sognavi da tanto e che non avevi mai avuto il coraggio di fare.Che sia anche solo salutare una persona,o alzarsi da quella maledetta sedia e andarsene,o far uscire la propria voce dopo tanti silenzi.
Non si sa perchè accada proprio in quei giorni lì. A volte non c'è stata alcuna preparazione,alcun presentimento,niente sarebbe stato speciale quel giorno se non fosse stato per quel fatidico momento...o forse,in quei giorni,siamo speciali noi.
Sono giorni che sono risvegli.Piccole,silenziose,grandi rinascite.
Ho ventidue anni.Ma oggi ne compio otto.E potrei anche non averla saputa mai,la mia seconda data di nascita,se non fosse stato che a quel tempo,otto anni fa,tenevo un diario.Un capriccio,un gioco mi ha attraversato la mente e io ho appuntato quell'idea balzana su carta,ignorandone il peso che avrebbe avuto su di me e la mia vita.
Perchè io credo che è da quel giorno che ho iniziato a guardare il mondo un po' diversamente,ho iniziato a credere di poter essere diversa io,non avevo nulla fra le mani se non un sogno,un progetto,un passatempo,qualcosa in cui credere,ma crescendo lui ho ripreso a crescere io.Riscoprivo la mia voce,mi scoprivo con qualcosa da dire,con qualcosa dentro,anch'io.
Resta ancora,a distanza di otto anni,poco più di un'idea e qualche parola scritta,ma non sarei niente di quello che sono oggi senza quel 26 Febbraio.Quel giorno in cui un'idea,un desiderio mi ha attraversato la mente,e da allora ho ripreso a camminare,sono entrata in una nuova me.
Chi l'avrebbe immaginato mai che un'idea potesse avere tutto questo potere.
Auguri a me,e al mio piccolo risveglio.
Auguri a voi,e alle vostre piccole sconosciute ma sensazionali rinascite.



Elezioni 2013: Costernazione.

"Quando oggi uscirete per andare a lezione,al lavoro,in biblioteca, o a sostenere un esame date uno schiaffo a chiunque incontriate per la strada: avete il 30% di probabilità di azzeccare." (cit.)


mercoledì 20 febbraio 2013

Respiri.

Apri la finestra, l'aria fredda d'inverno ti arriva addosso e la notte ti mangia via le ansie e la stanchezza.E assapori il privilegio di guardare il mondo addormentato dal sesto piano,sopra le voci,sopra i rumori,sopra i tetti,sopra la vita.Ma anche,miracolosamente,dentro.
Le luci del viale si sono fatte calde e soffuse,strada tanto caotica di giorno quanto rilassata e sonnolenta di sera,solo ogni tanto la scia di una macchina o di una moto che scivolano sull'asfalto rompono il silenzio,ma senza infastidire,s'insinuano con ritmo lento,quasi ciclico,vagabondo,si perdono nel nulla.Le inghiotte il silenzio,le inghiotte l'assenza di una destinazione,come se non fossero dirette verso un luogo in particolare,come se il loro destino fosse solo andare.Attraversare.
Passi affrettati,qualcuno sul marciapiede,qualcuno indugia alla fermata del bus.Si guarda i piedi,ignorando che sopra la propria testa le colline si sono fatte piccoli diamanti grezzi di luci in lontananza.
Quello che dà il nome alla città di giorno al buio non si vede,le ombre hanno spento cupole,storie,miti,glorie passate,il tempo.La notte si è presa pure il tempo,lo ha rubato agli uomini perchè per un po' non ne sentissero il peso.
Ed io peso non ne ho più,su questo davanzale.
Sorrido,piccola ed umana.
L'aria d'inverno mi si plasma addosso.
Respiro.




venerdì 8 febbraio 2013

Contagocce di bellezza


Non sapevo che dire, la mia bocca non sapeva nominare, i miei occhi erano ciechi, e qualcosa batteva nel mio cuore, febbre o ali perdute, e mi feci da solo, decifrando quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,vaga, senza corpo, pura sciocchezza, pura saggezza di chi non sa nulla, e vidi all’improvviso il cielo sgranato e aperto, pianeti, piantagioni palpitanti, ombra ferita,
crivellata da frecce, fuoco e fiori, la notte travolgente, l’universo.
Ed io, minimo essere, ebbro del grande vuoto costellato, a somiglianza, a immagine del mistero, mi sentii parte pura dell’abisso, ruotai con le stelle, il mio cuore si sparpagliò nel vento.
(Pablo Neruda)


Io non ho mani 
che mi accarezzino il volto, 
(duro è l'ufficio 
di queste parole 
che non conoscono amori) 
non so le dolcezze 
dei vostri abbandoni: 
ho dovuto essere 
custode 
della vostra solitudine: 
sono 
salvatore 
di ore perdute. 
(David Maria Turoldo )

Ormai non ci credo più, Difenda ciò che le resta,credere sarà il suo alibi, Per che cosa, Per mantenere la speranza, Quale, La speranza,solo la speranza,nient'altro,si arriva a un punto in cui non si ha nient'altro all'infuori di quella,ed è allora che scopriamo di avere ancora tutto.
(Josè Saramago)


Ho infilato a un ramo una poesia,
che lotta e non si lascia afferrare
dal vento.
Mi chiedi: "Sfilala, non scherzare".
La gente passa. Guarda. Si stupisce.
L’albero brandisce la poesia.
Non dobbiamo discutere. Dobbiamo proseguire.
"Ma non te la ricordi". – "E’ vero,
però domani te ne scriverò una nuova.
Vale agitarsi per simile sciocchezza!
Non pesa certo al ramo una poesia.
Te ne scriverò quante ne vorrai.
Per ogni albero – una poesia!"
Ma più avanti, come saremo?
Questo forse presto lo dimenticheremo?
No, se andando avanti diverrà difficile,
ci sovverrà di dove, in piena luce,
un albero brandisce una poesia,
e sorrideremo: "Dobbiamo proseguire".
(Evgenij Evtushenko)



E comunque, “a domani” è la promessa più bella che si possa fare.
( E. Pirri)




venerdì 1 febbraio 2013

Acidume da astinenza

Prova ad essere acida.A rispondere in modo acido,o a comportarti in modo acido,a trasudare acido.
Ebbene,non ci vorrà molto che qualcuno,direttamente o anche solo mentalmente,ti rivolgerà la fatidica più che giustificata ma volgare domanda (perdonate il francesismo,ma diversamente non renderebbe):

 "Ahò,ma da quanto non scopi?!"

Questo perchè il sesso è anche un modo per liberarsi di tutte le frustrazioni,le ansie,le paturnie,un modo per provare piacere,per sentirsi bene,per sfogare la rabbia,distendere i nervi...e improvvisamente,riflettendoci, mi viene in mente un modo alternativo di "liberarsi" (no,no,per carità,smettetela tutti di visualizzare il water nella vostra mente) : Scrivere. Un'azione completamente diversa,ovviamente,che procura sensazioni diverse,ma che credo sia a volte anche un modo di fare l'amore.E' liberarsi, spogliarsi, litigare,sparare le parole come proiettili a caso e senza senso,senza filo logico,pur di liberarsene,pur di non averle più intorno e dentro,perdersi,scaraventare valanghe di sentimenti e sensazioni represse su un foglio come se potessimo scagliarle contro la parete,e infine tornare a respirare,svuotati e storditi,ma sollevati. Rileggendo,poi,sorriderne,magari provare simpatia.A volte piacersi.

Chissà,forse a volte non è mancanza di sesso.Forse per alcuni acidi la domanda giusta dovrebbe essere:


"Ahò,ma da quanto non scrivi?!"




Ps.Poi vabbè,c'è anche chi lo è di costituzione e sta benissimo così.


domenica 27 gennaio 2013

Per ogni buon momento una buona parola

Quando da dire non trovi nulla.Avresti tanta voglia di scrivere un bel post sul blog,così,per aggiornarlo,per rinfrescare l'aria che c'è odore di chiuso,ma non ti viene in mente proprio nulla...e se tu hai poca voglia di scriverci pensa tu quanta voglia ci dev'essere di leggere un post svogliato,pigro,insipido.Però.
Però.
Però poi pensi che c'è chi le parole le sa usare,e bene,chi quei minuti passati a leggere un post te li fa spendere con gusto,con piacere,ci guadagni,come quando leggi delle avventure di Tredici ,e ti ritrovi a ridere come una cretina davanti al pc,e lasci il suo blog con il divertimento e la simpatia che ancora ti increspano le labbra, e una leggerezza dentro;
o come quando leggi una folgorante riflessione del K ,che ti gioca brutti scherzi,quando hai la guardia abbassata per via di post lunghi una sola frase sprizzanti gioco e ironia, e poi dal nulla,improvvisamente,TAC:eccolo lì un flusso di pensieri un attimino più serio,un attimino più lungo,giusto il tempo di farti trascinare dalle parole ed esclamare "Cavolo." Poi pensi ad Arianna,che nel trascinarti è maestra,non fai in tempo a dire "noooo,io i post lunghi non li reggo..." che lei già ti ha catturata con la forza,e in un battibaleno ti ritrovi a fine post,completamente assorbita e stordita dalla sua anima,dalla sua vita.
E infine c'è chi invece i post li preferisce brevi,giusto il tempo di un caffè.Il tempo di una chiacchierata tra amici,il tempo di un pensiero sfuggente che non riesci ad afferrare prima che scompaia.Il tempo di una tregua dal fragore del mondo,il tempo di un lampo di rabbia,il tempo di usare parole giocosamente,portare leggerezza e autoironia sul blog per rifarle proprie,e per donarle.Che come lo fa il caffè Ghisola ,non lo fa nessuno.Forse è per questo che la stimo tanto,che c'era un tempo in cui il caffè nemmeno lo bevevo.

Quando da dire non trovi nulla.Ma hanno così belle parole gli altri.E allora fai loro pubblicità,per dilatare e arricchire il tempo di chi si ritrova per caso a leggere questo post. :)

martedì 25 dicembre 2012

Under the Tree

Buttata sul divano con aria esausta,dopo aver smesso di lavare piatti-bicchieri-pentole-stoviglie-calici-tazzine-piattini-piatti-piatti-piatti alle sette meno un quarto di sera.E non puoi fare a meno di chiederti perchè cavolo ogni anno,nonostante ti aspetti questo inferno di piatti-bicchieri-pentole-stoviglie-calici-tazzine-piattini-piatti-piatti-piatti dall'ora di pranzo a un'ora improbabile del pomeriggio che d'inverno è già sera,nonostante questo,tu,ogni anno,questo giorno lo aspetti.
No,non è solo questione di "è un periodo di vacanze",è proprio il giorno di Natale,il 25,che aspetti.Saranno rimasugli,strascichi dell'infanzia che ti porti dietro e dentro,quando il camino non era solo un camino,quando facevi attenzione a che il fuoco,la sera del 24,si fosse rigorosamente spento,quando andavi a dormire con un animo diviso fra la trasgressione e il religioso rispetto della tradizione,provare a restare svegli e spiare il suo arrivo o dormire dormire dormire perchè è questo il patto fra voi?I bambini dormono e lui di soppiatto porta sorprese,come un angelo custode,per sentirsi al sicuro basta sapere che c'è.Che arriverà,e avrà cura di non far rumore,di non svegliarci,come un vero papà.
Svegliarsi il 25 mattina,prestissimo,e scoprire che ha mantenuto la promessa,lui è venuto e ha lasciato qualcosa,come ogni anno,lui è passato di lì,lui ha pensato a te.Anche se magari non sempre come sognavi.
Penso che se oggi ci credessi ancora forse ieri sera avrei messo la sveglia sul cellulare,che da bambina fortunatamente non avevo,per regalarmi il prima possibile quello stupore.Oggi invece mi sono alzata ad un orario decente,sono andata verso la cucina senza degnare l'Albero di uno sguardo,mi sono raggomitolata sul divano in attesa della colazione,ultimo angolo di paradiso prima del delirio pre-pranzo in cui necessariamentedobbiamoesserealmenoindieci e dobbiamoprepararecomeminimocinquecentosettantaportate e oddiolacasaèundisastro-gliospiticibrucerannosulrogosetroverannountovagliolofuoriposto.
Arrivi a fine giornata e ti accorgi improvvisamente che Natale è passato.E tu dov'eri?Dormivi.Ti sei svegliata alla sera e lui se n'era già andato.
Eppure eppure...ha mantenuto la promessa.Lui è arrivato,e ha lasciato qualcosa,come ogni anno,lui è passato anche di qui,lui ha pensato a te.Anche se magari non nel modo in cui immaginavi.

Mentre con un aspetto da befana scarabocchio questo post sul blog,un bambinetto di nove mesi mi reclama e sgambettando mi corre incontro.Lo prendo in braccio,mi lascio sbavare accuratamente,e lo sguardo mi cade sul fuoco che brucia nel caminetto:Ora Mr.Sbrodolo è troppo piccolo,ma l'anno prossimo sarà bene che stia attenta a che il 24 sera quel fuoco resti rigorosamente spento.
Non vogliamo mica che quel babbo un po' burlone si bruci le babbucce.

venerdì 16 novembre 2012

"Conosci Sempronio?" "SemproCHIII?!"

Veivecura,suggestioni musicali,giochi di note e rumori,scivolare di voci...

 



Playing for change,brio,ritmo,fratellanza e il giro del mondo in pochi minuti di video...





The Pianoguys,straordinaria bravura,travolgente simpatia,e cover spesso migliori delle originali...!



Un po' di pubblicità a chi mi rallegra o alleggerisce le giornate e non è conosciuto come penso che meriti...Fatevi un giro nei loro canali e buon ascolto!:)


mercoledì 24 ottobre 2012

Amore mi',e mmo' basta però.

Che io penso che ormai ti conosco abbastanza,che potrei indovinare la tua linea di pensiero,e quando sono lontana dal tuo modo di sentire ti posso pensare anche un po' artificiale,un po' esagerato,un po' distante,un po' ripetitivo...e un po' lo sei,eh.Ma quando sto per dimenticare quanto ti voglio bene tu salti di nuovo fuori
e con una stilettata di parole
arrivi dritto al cuore,sotto la pelle
mi svegli
mi fai inciampare su me stessa e sorridere.
Quasi a dire "abbella,se è solo finzione perchè hai la pelle d'oca?"


...Sentire tutto in tutte le maniere
vivere tutto da tutte le parti,
essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo,
realizzare in se tutta l’umanità di tutti i momenti,
in un solo momento diffuso, profuso, completo e distante.
Mi sono moltiplicato per sentirmi,
per sentirmi ho dovuto sentire tutto.
Sono straripato,
non ho fatto altro che traboccarmi, mi sono spogliato, mi sono dato.
Poter ridere, ridere, ridere come un bicchiere versato,
assolutamente pazzo solo di sentire.
Assolutamente rotto dallo strusciare contro le cose,
la bocca ferita a forza di mordere le cose,
le unghia sanguinanti a forza di aggrapparmi alle cose.
E poi datemi la cella che vorrete, che mi ricorderò della vita.
(Fernando Pessoa)

Amore mi',e mmo' basta però.Al prossimo tuo frammento sconosciuto che becco devi sbagliare almeno un congiuntivo.


venerdì 12 ottobre 2012

Nobel no bel.


Libia.

Afghanistan.

Iraq.















Ex-Jugoslavia.

E poi,nel 2012,il Premio Nobel per la PACE all'Ue.
Sì.
Guardo il calendario,il 1° Aprile è lontano,ma non si sa mai che una macchina del tempo mi abbia catapultata al fatidico giorno del Pesce d'Aprile.E invece no.

Ricordo la mia rabbia impotente davanti al telegiornale mentre decidevano per l'intervento in Libia,le mie guance in fiamme davanti a chi,sul divano accanto a me,nella sua ovattata sicurezza,non vedeva l'insensatezza della guerra ma solo una sana dose di realismo,e basta con questo buonismo Tikli.

Il prossimo anno lo prenderò io il premio Nobel per la Pace.Ho imparato il trucco:Pacifisti con moderazione."Provo" a mantenere un po' di pace a casa mia (bisogna vedere come...) e distruggo case e vite altrui.Che ci vuole equilibrio in tutto,eh.






lunedì 8 ottobre 2012

Foglie sparse

Autunno di maniche corte che non vogliono allungarsi
             e maniche troppo lunghe che esagerano a scaldarti,
Autunno che sa d'abitudine a cui non ti abituerai mai
              e di gomitoli di ansie da srotolare piano piano,lentamente,
           con dita incerte,attente,
Autunno di amici e famiglia lontani,ma lo siamo poi davvero?
             di canzoni da cantare piano,per non disturbare i pensieri altrui
Autunno di dubbi colorati e scuri,
             e di quella neve fatta di foglie che sa rallentare il tempo,
Autunno di penna, scrivimi ancora,
Autunno che è una domanda
Autunno che è un'attesa
Autunno che è una carezza
Autunno che è la mano e la sua impronta sul vetro appannato di condensa,
              e a ditate svela il grigio del cielo, un grigio buono,
                 fatto di segreti e di speranze in embrione,senza nome,
        ancora così lontane,così lontane...
Autunno che è un inizio,
Autunno che con un docile sorriso
                                                 
                                                            mi promette
                                                                         
                                                                                                 l'inverno.



martedì 25 settembre 2012

Vecchi caldi amici

Uno sbuffo di nebbia e di vento nell'ombra,da cui emerge una Barcellona con una punta gotica di qua e un ricciolo barocco di là,ricciolo misterioso che aggancia il colletto della giacca del povero Zeno Cosini che adesso scalcia a vuoto,immobilizzato mentre andava verso la sua ultima sigaretta,sigaretta che ora tiene tutta dolce per sè la signora Maraini,mentre guarda e s'identifica nel fiume che scorre accanto a sè,fiume che scivola e va' dove lo porta il cuore,e il cuore lo porta a Sarajevo,fra bombe amori madri e figli che vengono al mondo,a dispetto di chi non è mai nato ma a cui qualcuno comunque scrive lettere d'odio e d'amore,lettere fatte di parole,parole fatte di sogni che due bambini si divertono a sognare su un ponte inesistente per un regno solo loro,ma una voce di donna li disturba,chiede di essere ascoltata,e Christopher si volta,lentamente,chiedendosi se la donna avrà una macchina rossa o una macchina gialla,che da questo dipenderà la sua buona giornata,a meno che il professor Langdon non si metta ad agitarlo con le sue storie di sette e templari ancora alla riscossa,racconti che solo Sophie dalla sua soffitta di Montmartre resta ancora ad ascoltare con interesse,ragazzina paziente e affamata di sapere...Jo March si tiene a un paio di libri di distanza da lui,il pugno piantato contro la guancia e una ruga di disappunto sulla fronte,che non è questo il modo di scrivere,perbacco!
Intanto un gabbiano ribelle volteggia sulle loro teste,e dal suo volo un profeta ne trae ispirazione,un malinconico contabile ne trae la sua inquietudine,e d'altronde come non essere inquieti accanto a un morto che non è morto,che si è perso si è ritrovato è morto e rinato di nuovo,Mattia Pascal deciditi una buona volta!Che ognuno ha i suoi problemi,come quel giovane medico lì,accanto a te,sbarbatello e quasi ipocondriaco gettato in pasto alle superstizioni di campagna,fortuna che i suoi sogni non sono disturbati dagli ululati provenienti dalla foresta vicina e da quell'ombra sinistra che si allontana nella notte dal castello,che il Conte Dracula non è propriamente un rassicurante vicino di casa,altra storia sarebbe stata se a volargli sopra la testa fosse stata la bellissima indiavolata Margherita,che ogni tanto si lascia accarezzare dalle acque di un nero lago per ascoltare il suono malinconico di mille campane,resuscitate da Quasimodo che trae da esse la sua impercettibile felicità,e Pekisch si trova lì,ai piedi di Notre Dame,a cercare di catturarne le magiche e invisibili note,cosicchè forse Novecento avrà finalmente uno spartito,e magari un nuovo desiderio,che poi gli ruberebbe Bartleboom,per definire scientificamente dove inizia e dove finisce un sogno,e dove finiscono i sogni di bambini come Amir e Hassan?Quanto pesano i sogni in groppa a un aquilone?...


...E' sempre bello riordinare i propri libri.

(to be continued?)

domenica 2 settembre 2012

ELOGIO DEI PIEDI


Perchè reggono l'intero peso
Perchè sanno tenersi su appoggi e appigli minimi
Perchè sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare
Perchè portano via
Perchè sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta
Perchè sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali
Perchè scalzi sono belli
Perchè sanno piantarsi in mezzo alla strada come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica
Perchè sanno giocare con la palla e sanno nuotare
Perchè per qualche popolo pratico erano un'unità di misura
Perchè quelli di donna facevano friggere i versi di Puskin
Perchè gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante
Perchè sanno pregare dondolandosi davanti ad un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio
Perchè mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo
Perchè sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella
Perchè non sanno annusare e non impugnano armi
Perchè sono stati crocifissi
Perchè anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio
Perchè come le capre amano il sale
Perchè non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

(Altre prove di risposta di Erri de Luca, Napoli 2008 )


A Pisciulino e Misciulino,con amore.