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martedì 26 marzo 2013

Un gioco da lettori

Leggere e subire la storia.
E se leggendo si potesse decidere che piega la storia prenderà,in un gioco un po' alla Sliding doors?
Per chi volesse divertirsi un po' in questo senso,immischiarsi volta per volta nelle alternative possibili della vita di un gruppo di personaggi,ecco a voi cosa si è inventata quel genio malefico di Ghisola: http://ghisola.blogspot.it/2013/03/racconti-da-caffe-episodio-pilota.html



martedì 26 febbraio 2013

Il mio giorno

Ci sono quei giorni lì.Piccoli,magari anche anonimi per il mondo,ma non per te.Giorni in cui hai una strana sensazione addosso,o magari non ne hai proprio nessuna,giorni uguali a tanti altri ma che per un momento,per un solo momento,sono diversi.E ti cambiano. La loro ombra,la loro rivelazione,il loro unico stupido meravigliosamente semplice momento ti si incolla un po' addosso e non riesci ad allontanartene più.
Quel giorno in  cui una piuma che cade fa più rumore del previsto.Ti volti e la vedi.
Quel giorno in cui in un confusionario dormiveglia un pensiero ti attraversa la mente,ma invece di lasciarlo scivolare via quel giorno lo fermi,ti stupisci,lo contempli,ci giri intorno,apri gli occhi in un modo più attento e concentrato tutto lì,sguardo perso rivolto a lui,quel pensiero,che diventa da piccola stupidaggine a piccola rivelazione.
Quel giorno in cui invece di superare frettolosamente come al solito l'ennesimo scocciatore che vuole venderti qualcosa per strada inchiodi pochi passi dopo di lui.Ti volti,gli sorridi imbarazzato,decidi di rivolgergli la parola.
Quel giorno in cui spegni la testa e fai andare il tuo corpo,le tue gambe,pianti in asso tutti i dubbi e le domande e passi all'azione. Fai quel qualcosa che sognavi da tanto e che non avevi mai avuto il coraggio di fare.Che sia anche solo salutare una persona,o alzarsi da quella maledetta sedia e andarsene,o far uscire la propria voce dopo tanti silenzi.
Non si sa perchè accada proprio in quei giorni lì. A volte non c'è stata alcuna preparazione,alcun presentimento,niente sarebbe stato speciale quel giorno se non fosse stato per quel fatidico momento...o forse,in quei giorni,siamo speciali noi.
Sono giorni che sono risvegli.Piccole,silenziose,grandi rinascite.
Ho ventidue anni.Ma oggi ne compio otto.E potrei anche non averla saputa mai,la mia seconda data di nascita,se non fosse stato che a quel tempo,otto anni fa,tenevo un diario.Un capriccio,un gioco mi ha attraversato la mente e io ho appuntato quell'idea balzana su carta,ignorandone il peso che avrebbe avuto su di me e la mia vita.
Perchè io credo che è da quel giorno che ho iniziato a guardare il mondo un po' diversamente,ho iniziato a credere di poter essere diversa io,non avevo nulla fra le mani se non un sogno,un progetto,un passatempo,qualcosa in cui credere,ma crescendo lui ho ripreso a crescere io.Riscoprivo la mia voce,mi scoprivo con qualcosa da dire,con qualcosa dentro,anch'io.
Resta ancora,a distanza di otto anni,poco più di un'idea e qualche parola scritta,ma non sarei niente di quello che sono oggi senza quel 26 Febbraio.Quel giorno in cui un'idea,un desiderio mi ha attraversato la mente,e da allora ho ripreso a camminare,sono entrata in una nuova me.
Chi l'avrebbe immaginato mai che un'idea potesse avere tutto questo potere.
Auguri a me,e al mio piccolo risveglio.
Auguri a voi,e alle vostre piccole sconosciute ma sensazionali rinascite.



martedì 25 settembre 2012

Vecchi caldi amici

Uno sbuffo di nebbia e di vento nell'ombra,da cui emerge una Barcellona con una punta gotica di qua e un ricciolo barocco di là,ricciolo misterioso che aggancia il colletto della giacca del povero Zeno Cosini che adesso scalcia a vuoto,immobilizzato mentre andava verso la sua ultima sigaretta,sigaretta che ora tiene tutta dolce per sè la signora Maraini,mentre guarda e s'identifica nel fiume che scorre accanto a sè,fiume che scivola e va' dove lo porta il cuore,e il cuore lo porta a Sarajevo,fra bombe amori madri e figli che vengono al mondo,a dispetto di chi non è mai nato ma a cui qualcuno comunque scrive lettere d'odio e d'amore,lettere fatte di parole,parole fatte di sogni che due bambini si divertono a sognare su un ponte inesistente per un regno solo loro,ma una voce di donna li disturba,chiede di essere ascoltata,e Christopher si volta,lentamente,chiedendosi se la donna avrà una macchina rossa o una macchina gialla,che da questo dipenderà la sua buona giornata,a meno che il professor Langdon non si metta ad agitarlo con le sue storie di sette e templari ancora alla riscossa,racconti che solo Sophie dalla sua soffitta di Montmartre resta ancora ad ascoltare con interesse,ragazzina paziente e affamata di sapere...Jo March si tiene a un paio di libri di distanza da lui,il pugno piantato contro la guancia e una ruga di disappunto sulla fronte,che non è questo il modo di scrivere,perbacco!
Intanto un gabbiano ribelle volteggia sulle loro teste,e dal suo volo un profeta ne trae ispirazione,un malinconico contabile ne trae la sua inquietudine,e d'altronde come non essere inquieti accanto a un morto che non è morto,che si è perso si è ritrovato è morto e rinato di nuovo,Mattia Pascal deciditi una buona volta!Che ognuno ha i suoi problemi,come quel giovane medico lì,accanto a te,sbarbatello e quasi ipocondriaco gettato in pasto alle superstizioni di campagna,fortuna che i suoi sogni non sono disturbati dagli ululati provenienti dalla foresta vicina e da quell'ombra sinistra che si allontana nella notte dal castello,che il Conte Dracula non è propriamente un rassicurante vicino di casa,altra storia sarebbe stata se a volargli sopra la testa fosse stata la bellissima indiavolata Margherita,che ogni tanto si lascia accarezzare dalle acque di un nero lago per ascoltare il suono malinconico di mille campane,resuscitate da Quasimodo che trae da esse la sua impercettibile felicità,e Pekisch si trova lì,ai piedi di Notre Dame,a cercare di catturarne le magiche e invisibili note,cosicchè forse Novecento avrà finalmente uno spartito,e magari un nuovo desiderio,che poi gli ruberebbe Bartleboom,per definire scientificamente dove inizia e dove finisce un sogno,e dove finiscono i sogni di bambini come Amir e Hassan?Quanto pesano i sogni in groppa a un aquilone?...


...E' sempre bello riordinare i propri libri.

(to be continued?)