"Prendete la vita con leggerezza,
che leggerezza non è superficialità,
ma planare sulle cose dall'alto,
non avere macigni sul cuore."
(Italo Calvino)
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sabato 7 febbraio 2015
venerdì 8 febbraio 2013
Contagocce di bellezza
Non sapevo che dire, la mia bocca non sapeva nominare, i miei occhi erano ciechi, e qualcosa batteva nel mio cuore, febbre o ali perdute, e mi feci da solo, decifrando quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,vaga, senza corpo, pura sciocchezza, pura saggezza di chi non sa nulla, e vidi all’improvviso il cielo sgranato e aperto, pianeti, piantagioni palpitanti, ombra ferita,
crivellata da frecce, fuoco e fiori, la notte travolgente, l’universo.
Ed io, minimo essere, ebbro del grande vuoto costellato, a somiglianza, a immagine del mistero, mi sentii parte pura dell’abisso, ruotai con le stelle, il mio cuore si sparpagliò nel vento.
(Pablo Neruda)
Io non ho mani
che mi accarezzino il volto,
(duro è l'ufficio
di queste parole
che non conoscono amori)
non so le dolcezze
dei vostri abbandoni:
ho dovuto essere
custode
della vostra solitudine:
sono
salvatore
di ore perdute.
(David Maria Turoldo )
Ormai non ci credo più, Difenda ciò che le resta,credere sarà il suo alibi, Per che cosa, Per mantenere la speranza, Quale, La speranza,solo la speranza,nient'altro,si arriva a un punto in cui non si ha nient'altro all'infuori di quella,ed è allora che scopriamo di avere ancora tutto.
(Josè Saramago)
Ho infilato a un ramo una poesia,
che lotta e non si lascia afferrare
dal vento.
Mi chiedi: "Sfilala, non scherzare".
La gente passa. Guarda. Si stupisce.
L’albero brandisce la poesia.
Non dobbiamo discutere. Dobbiamo proseguire.
"Ma non te la ricordi". – "E’ vero,
però domani te ne scriverò una nuova.
Vale agitarsi per simile sciocchezza!
Non pesa certo al ramo una poesia.
Te ne scriverò quante ne vorrai.
Per ogni albero – una poesia!"
Ma più avanti, come saremo?
Questo forse presto lo dimenticheremo?
No, se andando avanti diverrà difficile,
ci sovverrà di dove, in piena luce,
un albero brandisce una poesia,
e sorrideremo: "Dobbiamo proseguire".
(Evgenij Evtushenko)
E comunque, “a domani” è la promessa più bella che si possa fare.
( E. Pirri)
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mercoledì 24 ottobre 2012
Amore mi',e mmo' basta però.
Che io penso che ormai ti conosco abbastanza,che potrei indovinare la tua linea di pensiero,e quando sono lontana dal tuo modo di sentire ti posso pensare anche un po' artificiale,un po' esagerato,un po' distante,un po' ripetitivo...e un po' lo sei,eh.Ma quando sto per dimenticare quanto ti voglio bene tu salti di nuovo fuori
e con una stilettata di parole
arrivi dritto al cuore,sotto la pelle
mi svegli
mi fai inciampare su me stessa e sorridere.
Quasi a dire "abbella,se è solo finzione perchè hai la pelle d'oca?"
e con una stilettata di parole
arrivi dritto al cuore,sotto la pelle
mi svegli
mi fai inciampare su me stessa e sorridere.
Quasi a dire "abbella,se è solo finzione perchè hai la pelle d'oca?"
...Sentire tutto in tutte le maniere
vivere tutto da tutte le parti,
essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo,
realizzare in se tutta l’umanità di tutti i momenti,
in un solo momento diffuso, profuso, completo e distante.
Mi sono moltiplicato per sentirmi,
per sentirmi ho dovuto sentire tutto.
Sono straripato,
non ho fatto altro che traboccarmi, mi sono spogliato, mi sono dato.
Poter ridere, ridere, ridere come un bicchiere versato,
assolutamente pazzo solo di sentire.
Assolutamente rotto dallo strusciare contro le cose,
la bocca ferita a forza di mordere le cose,
le unghia sanguinanti a forza di aggrapparmi alle cose.
E poi datemi la cella che vorrete, che mi ricorderò della vita.
(Fernando Pessoa)
Amore mi',e mmo' basta però.Al prossimo tuo frammento sconosciuto che becco devi sbagliare almeno un congiuntivo.
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domenica 2 settembre 2012
ELOGIO DEI PIEDI
Perchè reggono l'intero peso
Perchè sanno tenersi su appoggi e appigli minimi
Perchè sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare
Perchè portano via
Perchè sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta
Perchè sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali
Perchè scalzi sono belli
Perchè sanno piantarsi in mezzo alla strada come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica
Perchè sanno giocare con la palla e sanno nuotare
Perchè per qualche popolo pratico erano un'unità di misura
Perchè quelli di donna facevano friggere i versi di Puskin
Perchè gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante
Perchè sanno pregare dondolandosi davanti ad un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio
Perchè mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo
Perchè sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella
Perchè non sanno annusare e non impugnano armi
Perchè sono stati crocifissi
Perchè anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio
Perchè come le capre amano il sale
Perchè non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.
(Altre prove di risposta di Erri de Luca, Napoli 2008 )
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| A Pisciulino e Misciulino,con amore. |
giovedì 23 agosto 2012
Il gusto delle stelle
- Secondo te le stelle sanno di pan di zucchero o di sale?
- Non lo so, non le ho mai assaggiate.
- Io sì, sono rimasta molte notti sul balcone della casa dei bambini chiusi. Le stelle in estate perdono briciole che arrivano in bocca.
- E come sono?
- Salate, a gusto di mandorla amara.
- Le preferivo dolci.
- Ma no, guasterebbero la terra per quante ne arrivano. Certe notti c'è tempesta di stelle sbriciolate. La terra è seminata da loro, riceve senza poter restituire. Allora dal basso si alzano le preghiere a sdebitarsi di alberi e di bestie che ringraziano.
(Erri De Luca - "Il giorno prima della felicità")
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martedì 12 giugno 2012
Miscellanea
Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell'interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell'interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.
(Fernando Pessoa)
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| -R.Magritte- |
Voglio che tu venga a me senza passato.
Le frasi che hai imparato, dimenticale.
Dimentica di aver frequentato altre stanze da letto, altri luoghi.
Vieni da me come fosse la prima volta.
Non dire mai che mi ami, fino al giorno in cui non me lo dimostri.
Ci sono tante forme di passione e di affetto;
ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere i loro nomi.
Nominare è un processo lungo e difficile;
tocca l’essenza stessa delle cose e implica potere.
Ma in una notte selvaggia chi può ricondurti a casa?
Solo chi conosce il tuo nome.
(Jeanette Winterson)
Le frasi che hai imparato, dimenticale.
Dimentica di aver frequentato altre stanze da letto, altri luoghi.
Vieni da me come fosse la prima volta.
Non dire mai che mi ami, fino al giorno in cui non me lo dimostri.
Ci sono tante forme di passione e di affetto;
ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere i loro nomi.
Nominare è un processo lungo e difficile;
tocca l’essenza stessa delle cose e implica potere.
Ma in una notte selvaggia chi può ricondurti a casa?
Solo chi conosce il tuo nome.
(Jeanette Winterson)
Per ogni ferita che io possa averti causato, ne ho causata una uguale a me stessa.
(Haruki Murakami)
(Haruki Murakami)
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| -Edward Robert Hughes- |
Com'è cieco colui che immagina
e progetta qualcosa
fino ai più realistici dettagli.
e quando non riesce a darne conto interamente
con misure superficiali e prove verbali,
crede che la sua idea
e la sua fantasia siano vanità!
Se invece riflettesse con sincerità,
si convincerebbe che la sua idea è reale
tanto quanto l'uccello in volo,
solo che non è ancora cristalizzata;
e capirà che l'idea è un segmento
di conoscenza
ancora ineslicabile in cifre e parole,
poichè troppo alta e troppo vasta
per essere imprigionata
nel momento presente;
ancora troppo profondamente immersa
nello spirituale
per piegarsi al reale.
(Kahlil Gibran)
Vorrei nascere in tutti i paesi
perchè la terra stessa, come anguria,
compartisse per me il suo segreto
e essere tutti i pesci
in tutti gli oceani
e tutti i cani nelle strade del mondo.
Non voglio inchinarmi
davanti a nessun dio, la parte non voglio recitare
di un hippy ortodosso
ma vorrei tuffarmi
in profondità nel Bajkal
e sbuffando riemergere
nel Missisipi
Vorrei nel mio mondo adorato e maledetto,
essere un misero cardo
non un curato giacinto,
essere una qualsiasi creatura di dio
sia pure l’ultima jena rognosa
ma in nessun caso un tiranno
e di un tiranno, nemmeno il gatto;
in nessun caso.
Vorrei essere uomo
in qualsiasi personificazione:
anche torturato in un carcere del Guatemala,
o randagio nei tuguri di Hong-Kong,
o scheletro vivente nel Bangladesh
o misero jurodivyj a Lhasa,
o negro a Capetown,
ma non personificazione della feccia.
Vorrei giacere
sotto il bisturi di tutti i chirurghi del mondo,
essere gobbo, cieco,
provare ogni malattia, ferita, deformità
essere mutilato dalla guerra
raccogliere luride cicche
purché in me non si insinui
il microbo ignobile della superiorità
non vorrei fare parte dell’élite
ma di certo neppure del gregge dei vigliacchi
né dei cani del gregge
né dei pastori che al gregge si conformano,
vorrei essere felicità
ma non a spese degli infelici
vorrei essere libertà, ma non a spese di chi è asservito.
Vorrei amare tutte le donne del mondo
e vorrei essere donna anch’io
magari una volta soltanto…
madre-natura, l’uomo é stato da te defraudato.
Perché non dargli la maternità?
Se in lui, sotto il cuore, un figlio
si facesse sentire così
senza un perché,certo l’uomo
non sarebbe tanto crudele.
Vorrei essere essenziale – magari una tazza di riso
nelle mani di una vietnamita segnata dal pianto,
o una cipolla nella brodaglia di un carcere di Haiti,
o un vino economico
in una trattoria di terz’ordine napoletana
e un tubetto, anche minuscolo, di formaggio
in orbita lunare;
che mi mangino pure e mi bevano
purché nella mia morte ci sia una utilità.
Vorrei appartenere a tutte le epoche, far trasecolare
la storia tanto da stordirla con la mia impudenza:
della gabbia di Pugacev segherei le sbarre
quale Gavroche introdottosi in Russia
condurrei Nefertiti
a Michajlovskol, sulla trojka di Psi^n
Vorrei cento volte prolungare la durata di un attimo
per potere nello stesso istante
bere alcool con i pescatori nella Lena
baciare a Beirut,danzare in Guinea, al suono del tam-tam,
scioperare alla “Renault”,
correre dietro a un pallone con i ragazzi
di Copacabana, vorrei essere onnilingue,
come le acque segrete del sottosuolo
Fare di colpo tutte le professioni
e ottenere così che
un Evtusenko sia semplicemente poeta,
un altro, militante clandestino spagnolo,
un terzo, uno studente di Berkeley
e un quarto, un cesellatore di Tbilisi.
Un quinto – un maestro elementare in Alaska,
un sesto – un giovane presidente in qualche dove,
anche in Sierra Leone, diciamo,
un settimo -
scuoterebbe soltanto il sonaglio di una carrozza
e il decimo…il centesimo…il milionesimo…
Poco per me essere me stesso
tutti, fatemi essere!
E ciascun essere,
in coppia, come si usa.
Ma dio, lesinando la carta carbone
mi ha prodotto in un solo esemplare
nel suo bogizdat.
Ma a dio confonderò le carte. Lo raggirerò!
Avrò mille facce fino all’ultimo giorno
affinchè la terra rimbombi per causa mia
e i computers impazziscano
per il mio universale censimento.
Vorrei umanità
lottare su tutte le tue barricate
stringermi ai Pirenei,
coprirmi di sabbia attraverso il Sahara
e accettare la fede della grande fratellanza
umana, e fare proprio il volto
di tutta l’umanità. E quando morirò
sensazionale Villon siberiano
non deponetemi
in terra inglese o italiana -
ma nella nostra terra russa,
su quella verde, serena collina,
dover per la prima volta io
mi sono sentito tutti.
(Evgenij Aleksandrovic Evtušenko)
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sabato 26 maggio 2012
Tre uomini e una gamba
Tre uomini.
Il primo si passa 57 anni col secondo,il secondo è nato 67 anni prima del terzo.
Uno è portoghese,il secondo è americano,il terzo è italiano.
Il primo porta un inconfondibile cappello e degli occhiali rotondi,il secondo lunghi capelli metà bianchi e metà blu e dei baffoni,il terzo ha occhi grandi che divorano il mondo e un sorriso che salverebbe la Terra.
Il primo ha mille nomi,il secondo ne ha uno che si è scelto,uno speciale,il terzo ha solo il suo.
Questi tre uomini non si sono mai conosciuti,e non hanno nulla in comune,solo una ragazza.
Che li ama.
IO.
Pessoa,
caro Pessoa a cui per così tanto tempo ho storpiato il cognome sbagliando l'accento,
chissà se avresti odiato questa tua foto che spopola sul web quando si digita il tuo nome,quasi fosse l'unico tuo volto,l'unica tua possibile espressione,forse ne saresti addirittura mortificato,"fra tante foto sbagliate proprio questa...",la odieresti come Bernardo Soares ha odiato la sua,rinnegando quel grigio e quella vuotezza che sperava non fossero del suo viso,sempre vestito di scuro,sempre così impeccabile,e poi due occhi così fragili dietro quelle lenti,sotto quel cappello,due occhi di filosofo o forse di bambino,dalle emozioni capricciose capaci di gettarti nei baratri più oscuri in cui però non sei mai annegato,a nuotare nel vuoto,nel senso d'inutilità della tua mente come nessuno,Nessuno,non sono niente,non sarò mai niente,non posso voler essere niente,a parte questo ho dentro me tutti i sogni del mondo,sogni,colori,mondi dietro quello sguardo apparentemente spento,e invece così innamorato e spaventato dalla vita,sognare di vivere perchè la realtà era una sfida troppo grande per te,un sentimento troppo forte,e il pensiero invece era sempre lì a proteggere,le parole pronte a sedurti e a cullarti,l'immaginazione a svegliarti in una vita altrove,lontana dall'abitudine,lontana da chi eri eppure così vicina alla tua reale natura...una?O di più?Fernando Pessoa,Alberto Caeiro,Alvaro De Campos,Bernardo Soares,Ricardo Reis,Scozia,Brasile,Oriente,dove non sei stato tu con loro,quanti incontri hai sognato che ti hanno fatto tremare realmente nell'ufficio di lavoro o per la strada?Fratello oscuro e talvolta esagerato,poeta di mie paure-malinconie-nostalgie che tradotte in parole non fanno più così male,maestro di musicalità e sensazioni indefinite,quanta è magica la tua inquietudine?
Patch.
Che ultimamente ha aggiornato un canale youtube personale rendendomi,nella scoperta,non dico la persona più felice e gasata dell'universo per un istante,ma di più.
Lui,meravigliosamente bianco,e blu,e giallo,e rosso,e verde,e arancio,e sono sicura che da qualche parte ci sia anche il color cacca,che fa parte anche quello della vita,direbbe lui,che al contrario del primo uomo/amore sopra citato si è buttato nella vita con tutte le scarpe,le braghe e il naso rosso,ribellandosi furiosamente al dolore,per poi rassegnarvisi e infine accettarlo,costruendoci sopra qualcosa di nuovo e di migliore,lui che a vederlo e sentirlo non sembra più quasi vero,pare un personaggio,ma quegli occhi azzurri parlano con una limpidezza incredibile,parlano di una persona che crede,di una persona che ama senza darsi fiato,di una persona che si mette in gioco di continuo,di una persona che sbaglia,che a volte è esagerata e propone dei modelli esagerati,ma dietro tutte quelle assurdità c'è un unico grido,siate assurdi a modo vostro,siate Voi senza aver paura di stupire o confondere gli altri,e mai dimenticare,al di sopra di tutte le brutture di questo mondo,che la vita è leggerezza,la vita è speranza,la vita è scoppiare a ridere dopo essere scampati a un bombardamento,la vita è un caffè in compagnia che è il rito più sacro e imprescindibile.
Comunque,su facebook ultimamente ha dato il via alla possibilità di porgli delle domande,e lui risponderà tramite video alle più votate,per farsi conoscere un po' meglio e lasciare spazio alle curiosità e i dubbi che non ha mai avuto l'opportunità di chiarire.Perciò,visto che ci sono...
"Patch,will you marry me?"
Pppunto interrogativo.Che ha un nome,ma i due precedenti avevano per iniziale una P e allora,per armonia...Pppunto interrogativo è entrato nella mia vita da poco,è scivolato dentro le mie giornate silenziosamente e senza far nulla,solo guardandomi,mi ha conquistata.
Occhi scuri,grandi,dolci,fissi nei miei con un'intensità da lasciare incantati.
Le sue dita che sfiorano la mia mano.
Il suo respiro lieve contro il mio.
Il suo dubbioso,improvviso,spontaneo e tenerissimo sorriso.(No,non "sghembo" come l'anemico vampirucolo)
Il suo odore di buono,di rassicurante.
Si,mi sono innamorata.
Anche dei suoi acuti.
Anche dei suoi rigurgiti.
O del suo pucciosissimo singhiozzo.
Un po' meno del trombettare soddisfatto del suo pannolino quando lo tengo in braccio.
Ppppunto interrogativo non può avere una foto perchè ha solo due mesi e mezzo di vita,ed è il mio nuovo,paffutissimo,bambolosissimo guanciottissimo cuginetto.E gli ho giurato amore eterno.
E lui,poeta,ha risposto:"Gh."
PS.E la gamba...boh,suonava bene nel titolo.Eccola:
Il primo si passa 57 anni col secondo,il secondo è nato 67 anni prima del terzo.
Uno è portoghese,il secondo è americano,il terzo è italiano.
Il primo porta un inconfondibile cappello e degli occhiali rotondi,il secondo lunghi capelli metà bianchi e metà blu e dei baffoni,il terzo ha occhi grandi che divorano il mondo e un sorriso che salverebbe la Terra.
Il primo ha mille nomi,il secondo ne ha uno che si è scelto,uno speciale,il terzo ha solo il suo.
Questi tre uomini non si sono mai conosciuti,e non hanno nulla in comune,solo una ragazza.
Che li ama.
IO.
Pessoa,
caro Pessoa a cui per così tanto tempo ho storpiato il cognome sbagliando l'accento,
chissà se avresti odiato questa tua foto che spopola sul web quando si digita il tuo nome,quasi fosse l'unico tuo volto,l'unica tua possibile espressione,forse ne saresti addirittura mortificato,"fra tante foto sbagliate proprio questa...",la odieresti come Bernardo Soares ha odiato la sua,rinnegando quel grigio e quella vuotezza che sperava non fossero del suo viso,sempre vestito di scuro,sempre così impeccabile,e poi due occhi così fragili dietro quelle lenti,sotto quel cappello,due occhi di filosofo o forse di bambino,dalle emozioni capricciose capaci di gettarti nei baratri più oscuri in cui però non sei mai annegato,a nuotare nel vuoto,nel senso d'inutilità della tua mente come nessuno,Nessuno,non sono niente,non sarò mai niente,non posso voler essere niente,a parte questo ho dentro me tutti i sogni del mondo,sogni,colori,mondi dietro quello sguardo apparentemente spento,e invece così innamorato e spaventato dalla vita,sognare di vivere perchè la realtà era una sfida troppo grande per te,un sentimento troppo forte,e il pensiero invece era sempre lì a proteggere,le parole pronte a sedurti e a cullarti,l'immaginazione a svegliarti in una vita altrove,lontana dall'abitudine,lontana da chi eri eppure così vicina alla tua reale natura...una?O di più?Fernando Pessoa,Alberto Caeiro,Alvaro De Campos,Bernardo Soares,Ricardo Reis,Scozia,Brasile,Oriente,dove non sei stato tu con loro,quanti incontri hai sognato che ti hanno fatto tremare realmente nell'ufficio di lavoro o per la strada?Fratello oscuro e talvolta esagerato,poeta di mie paure-malinconie-nostalgie che tradotte in parole non fanno più così male,maestro di musicalità e sensazioni indefinite,quanta è magica la tua inquietudine?
Patch.
Che ultimamente ha aggiornato un canale youtube personale rendendomi,nella scoperta,non dico la persona più felice e gasata dell'universo per un istante,ma di più.
Lui,meravigliosamente bianco,e blu,e giallo,e rosso,e verde,e arancio,e sono sicura che da qualche parte ci sia anche il color cacca,che fa parte anche quello della vita,direbbe lui,che al contrario del primo uomo/amore sopra citato si è buttato nella vita con tutte le scarpe,le braghe e il naso rosso,ribellandosi furiosamente al dolore,per poi rassegnarvisi e infine accettarlo,costruendoci sopra qualcosa di nuovo e di migliore,lui che a vederlo e sentirlo non sembra più quasi vero,pare un personaggio,ma quegli occhi azzurri parlano con una limpidezza incredibile,parlano di una persona che crede,di una persona che ama senza darsi fiato,di una persona che si mette in gioco di continuo,di una persona che sbaglia,che a volte è esagerata e propone dei modelli esagerati,ma dietro tutte quelle assurdità c'è un unico grido,siate assurdi a modo vostro,siate Voi senza aver paura di stupire o confondere gli altri,e mai dimenticare,al di sopra di tutte le brutture di questo mondo,che la vita è leggerezza,la vita è speranza,la vita è scoppiare a ridere dopo essere scampati a un bombardamento,la vita è un caffè in compagnia che è il rito più sacro e imprescindibile.
Comunque,su facebook ultimamente ha dato il via alla possibilità di porgli delle domande,e lui risponderà tramite video alle più votate,per farsi conoscere un po' meglio e lasciare spazio alle curiosità e i dubbi che non ha mai avuto l'opportunità di chiarire.Perciò,visto che ci sono...
"Patch,will you marry me?"
Pppunto interrogativo.Che ha un nome,ma i due precedenti avevano per iniziale una P e allora,per armonia...Pppunto interrogativo è entrato nella mia vita da poco,è scivolato dentro le mie giornate silenziosamente e senza far nulla,solo guardandomi,mi ha conquistata.
Occhi scuri,grandi,dolci,fissi nei miei con un'intensità da lasciare incantati.
Le sue dita che sfiorano la mia mano.
Il suo respiro lieve contro il mio.
Il suo dubbioso,improvviso,spontaneo e tenerissimo sorriso.(No,non "sghembo" come l'anemico vampirucolo)
Il suo odore di buono,di rassicurante.
Si,mi sono innamorata.
Anche dei suoi acuti.
Anche dei suoi rigurgiti.
O del suo pucciosissimo singhiozzo.
Un po' meno del trombettare soddisfatto del suo pannolino quando lo tengo in braccio.
Ppppunto interrogativo non può avere una foto perchè ha solo due mesi e mezzo di vita,ed è il mio nuovo,paffutissimo,bambolosissimo guanciottissimo cuginetto.E gli ho giurato amore eterno.
E lui,poeta,ha risposto:"Gh."
PS.E la gamba...boh,suonava bene nel titolo.Eccola:
E i vostri ammmmori quali sono?
giovedì 15 marzo 2012
E io sbavo.
Mi fermavo a ogni passo; mi mettevo prima alla lontana, poi sempre piú da vicino a girare attorno a ogni sassolino che incontravo, e mi maravigliavo assai che gli altri potessero passarmi avanti senza fare alcun caso di quel sassolino che per me intanto aveva assunto le proporzioni d'una montagna insormontabile, anzi d'un mondo in cui avrei potuto senz'altro domiciliarmi. Ero rimasto cosí, fermo ai primi passi di tante vie, con lo spirito pieno di mondi, o di sassolini, che fa lo stesso.
...che a vedermi addosso gli occhi della gente mi pareva di sottostare a un'orribile sopraffazione pensando che tutti quegli occhi mi davano un'immagine che non era certo quella che io mi conoscevo ma un'altra che io non potevo né conoscere né impedire; altro che dirle, mi veniva di farle, di farle, le pazzie, come rotolarmi per le strade o sorvolarle a passo di ballo, ammiccando di qua, cacciando fuori la lingua e facendo sberleffi di là... E invece andavo cosí serio, cosí serio, io, per via. E anche voi, che bellezza, andate tutti cosí serii...
...un nome.Conviene ai morti. A chi ha concluso. Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest'albero, respiro trèmulo di foglie nuove. Sono quest'albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo.
(Uno,nessuno e centomila - Luigi Pirandello)
Attimi, attimi, attimi. Le tenebre si sono carbonizzate di silenzio.
...così intercalo nelle mie riflessioni sul cielo e sulla terra cose che non brillano di luce solare e che non si calpestano con i piedi: le meraviglie fluide dell'immaginazione.
M'indoro di tramonti ipotetici,ma l'ipotetico è vivo nella supposizione.Mi rallegro di brezze immaginarie,ma l'immaginario vive quando lo si immagina.Ho un'anima per varie ipotesi,ma quelle ipotesi hanno un'anima loro e perciò mi offrono l'anima che hanno.
Allora,nella spiaggia il cui unico rumore erano le onde o il vento che passava alto come un grande aeroplano inesistente, mi abbandonavo a un nuovo tipo di sogni: cose informi e soavi, meraviglie dell’impressione profonda, senza immagini, senza emozioni, pulite come il cielo e le acque, che vibravano come i flutti di un mare che si erge dal fondo di una grande verità; tremulamente, di un obliquo azzurro in lontananza che nell’avvicinarsi diventa verde con trasparenze di altri toni verde-sporchi, e dopo aver infranto stridendo le mille braccia sfatte e averle allungate in sabbia bruna e spuma sbavata, congregando in sé tutte le risacche, i ritorni alla libertà dell’origine, la divina nostalgia, le memorie, come questa che senza forma non mi duoleva: nostalgia di uno stato anteriore, felice perché buono o per qualcos’altro, un corpo di nostalgia con anima di spuma, il riposo, la morte, il tutto o il niente che come un grande mare circonda l’isola di naufraghi che è la vita.
E io dormivo senza sonno, ormai lontano da ciò che sentendo vedevo, crepuscolo di me stesso, rumore di acqua fra gli alberi, quiete dei grandi fiumi, freschezza delle sere tristi, lento palpitare del petto bianco del sonno infantile della contemplazione.
(Il libro dell'inquietudine - Fernando Pessoa)
lunedì 16 gennaio 2012
E poi,magia.
Non ho fatto altro che sognare.
Questo, e
questo soltanto, è sempre stato il senso della mia vita.[...]
I più
grandi dolori della mia vita sfumano, quando, aprendo la finestra che si
affaccia sulla strada del mio sogno, e guardando il suo andamento,
posso dimenticare me stesso.
(Fernando Pessoa)
giovedì 3 novembre 2011
Caminante, no hay camino
Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passare,
passare facendo sentieri,
sentieri sul mare.
però il nostro è passare,
passare facendo sentieri,
sentieri sul mare.
Mai cercai la gloria,
né di lasciare alla memoria
degli uomini il mio canto,
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili,
come bolle di sapone.
né di lasciare alla memoria
degli uomini il mio canto,
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili,
come bolle di sapone.
Mi piace vederle dipingersidi sole e scarlatto, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
improvvisamente e disintegrarsi…
Mai cercai la gloria.
Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.
Camminando si fa il sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.
Viandante non esiste il sentiero,
ma solamente scie nel mare…
ma solamente scie nel mare…
Un tempo in questo luogo dove
ora i boschi si vestono di spine,
si udì la voce di un poeta gridare
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
ora i boschi si vestono di spine,
si udì la voce di un poeta gridare
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
Colpo a colpo, verso dopo verso…
Il poeta morì lontano dal focolare.
Lo copre la polvere di un paese vicino.
Allontanandosi lo viderono piangere.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
Lo copre la polvere di un paese vicino.
Allontanandosi lo viderono piangere.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
Colpo a colpo verso dopo verso…
Quando il cardellino non può cantare.
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non serve a nulla pregare.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non serve a nulla pregare.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”
Colpo a colpo, verso dopo verso.
(Antonio Machado)
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Poesia
mercoledì 5 ottobre 2011
Non è un cuore,perdio!
Non è un cuore, perdio, è un sandalo di pelle di bufalo
che cammina, incessantemente, cammina
senza lacerarsi
va avanti
su sentieri pietrosi.
che cammina, incessantemente, cammina
senza lacerarsi
va avanti
su sentieri pietrosi.
Una barca passa davanti a Varna
"Ohilà, figli d'argento del Mar Nero!"
una barca scivola verso il Bosforo
Nazim dolcemente carezza la barca
e si brucia le mani
"Ohilà, figli d'argento del Mar Nero!"
una barca scivola verso il Bosforo
Nazim dolcemente carezza la barca
e si brucia le mani
(Nazim Hikmet)
Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare nè il tuo passato nè il tuo futuro, però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano perchè ti sostenga e tu non cada.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei.
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
mi limito ad appoggiarti, simolarti ed aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crecere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti nè cosa sei nè cosa devi essere
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico,
in quel momento sei apparso tu.
Non sei nè sopra, nè sotto mè in mezzo nè in testa e nè alla fine della lista.
Non sei nè il numero uno nè il numero finale
nè tanto meno ho la pretesa di essere il numero 1 il 2 o il 3 della tua lista.
Basta che tu mi voglia come amico.
Non sono gran cosa, però sono tutto quello che posso essere.
(Jorge Luis Borges)
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare nè il tuo passato nè il tuo futuro, però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano perchè ti sostenga e tu non cada.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei.
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
mi limito ad appoggiarti, simolarti ed aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
però posso offrirti lo spazio necessario per crecere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti nè cosa sei nè cosa devi essere
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico,
in quel momento sei apparso tu.
Non sei nè sopra, nè sotto mè in mezzo nè in testa e nè alla fine della lista.
Non sei nè il numero uno nè il numero finale
nè tanto meno ho la pretesa di essere il numero 1 il 2 o il 3 della tua lista.
Basta che tu mi voglia come amico.
Non sono gran cosa, però sono tutto quello che posso essere.
(Jorge Luis Borges)
Veder cadere le foglie
mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto,quel giorno, una buona notizia
soprattutto se il cuore,quel giorno, non mi fa male
soprattutto se credo,quel giorno, che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d'ippocastani.
(Nazim Hikmet)
mercoledì 7 settembre 2011
Chi dorme è tutti gli uomini
Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
Che posso fare con una parola e con una mitologia?
Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l'Atlante progetto la forma di Sumatra.
Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c'è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l'Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.
Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l'amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
Sia lodato l'incubo che ci rivela che possiamo creare l'Inferno.
Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.
Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c'è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
Che posso fare con una parola e con una mitologia?
Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l'Atlante progetto la forma di Sumatra.
Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c'è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l'Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.
Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l'amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
Sia lodato l'incubo che ci rivela che possiamo creare l'Inferno.
Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.
Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c'è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole.
(Jorge Luis Borges- La felicità)
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Poesia
lunedì 27 giugno 2011
Tremuli solchi
Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.
o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.
né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono
sull'acqua addormentata.
sull'acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?
la mia unica vita?
(Fernando Pessoa - Canzoniere)
giovedì 19 maggio 2011
E ti diranno
E ti diranno parole rosse come il sangue,
nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo
non lasciarlo andare sogna fino in fondo,
fallo pure te..
Sogna, ragazzo sogna
quando cade il vento ma non è finita
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu
Sogna, ragazzo sogna
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu...
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita
E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire
Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu...
Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.
nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo
non lasciarlo andare sogna fino in fondo,
fallo pure te..
Sogna, ragazzo sogna
quando cade il vento ma non è finita
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu
Sogna, ragazzo sogna
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu...
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita
E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire
Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu...
Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.
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martedì 22 marzo 2011
Felice Ostara!
Ieri era l'Equinozio di Primavera,dunque mi sento in dovere di augurarvi seppur in ritardo una "Felice Ostara" a tutti!Di cosa sto parlando?Semplicemente della festività dell'Equinozio di Primavera, celebrata dalle religioni pagane...personalmente sono cristiana,ma trovo molto affascinanti queste religioni che si rifanno al culto e alla celebrazione della natura o,meglio,della Madre Terra,e direi che ultimamente non farebbe male a nessuno di noi omaggiare un po' il nostro pianeta,perciò perchè non conoscere un po' queste tradizioni lontane dalla nostra?
In sintesi...
Oltre alla Primavera però,ieri si è celebrata anche la Giornata Mondiale della Poesia....e anche se in ritardo,non posso evitare di dedicare un post ad una delle più belle invenzioni umane.Invenzione?O scoperta di qualcosa che avevamo già dentro?
In sintesi...
"Ostara è uno degli otto sabbat neopagani.Si celebra il giorno dell'equinozio di primavera ed è condivisa più o meno da tutte le religioni pagane moderne.Auguro dunque un felice percorso di crescita e rinnovamento,sperando che questa primavera ci porti giorni migliori!
La festa di Ostara celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita.
E' il periodo della crescita e del rinnovamento." (cit.)
Oltre alla Primavera però,ieri si è celebrata anche la Giornata Mondiale della Poesia....e anche se in ritardo,non posso evitare di dedicare un post ad una delle più belle invenzioni umane.Invenzione?O scoperta di qualcosa che avevamo già dentro?
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Poesia
lunedì 14 marzo 2011
Che cosa vuol dire addomesticare? (Antoine de Saint-Exupéry)
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me, sono così triste" le propose il piccolo principe.
"Vieni a giocare con me, sono così triste" le propose il piccolo principe.
"Non posso giocare con te"- disse la volpe-"non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno ", disse la volpe,"il colore del grano."
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Pensieri in pentola,
Poesia
venerdì 11 marzo 2011
I shall not live in vain.
If I can stop one heart from breaking
I shall not live in vain
If I can ease one life the aching
Or cool one pain
Or help one fainting robin
Unto his nest again
I shall not live in vain.
Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.
(Emily Dickinson)
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